Bentornati ...

Taverna celebra il ritorno dei suoi emigrati con il murales “Bentornati a Taverna” e il Convegno: “Mattia e Gregori… illustri emigrati “
TAVERNA (CZ), 17 agosto – Alle 10 del mattino, in un angolo suggestivo del borgo di Taverna, paese che ha dato i natali ai due illustri fratelli Gregorio e Mattia Preti, un folto gruppo di cittadini e visitatori ha partecipato all’inaugurazione del murales “Bentornati a Taverna”, realizzato dall’artista catanzarese Claudio Chiaravalloti.
L’opera, voluta dall’Associazione Valle dell’Alli con il sostegno del GAL Dei Due Mari (PSR Calabria 2014/2022 – Misura 19.4 “Risorse Aggiuntive” – CUP: J48H23001140006) e la collaborazione del Comune di Taverna, Avis Presila, Pro Loco Taverna-Villaggio Mancuso e Luce Fest, non è soltanto un intervento artistico, ma una testimonianza viva di memoria collettiva: il ricordo delle partenze, ma soprattutto la celebrazione dei ritorni nei luoghi d’origine.
Alla presenza del presidente della Valle dell’Alli, Franco Pietro Parrottino, del sindaco Sebastiano Tarantino, dello scrittore Salvatore Munizza – autore del libro che ha ispirato l’opera – e del parroco Don Antonio Ranieri, è stata svelata la targa con il titolo del murales, corredata di un QR code che conduce a contenuti multimediali: un video e una canzone realizzata per dare il benvenuto agli emigrati tavernesi presenti. Dopo la benedizione, la manifestazione è proseguita nella sala consiliare con il convegno “Mattia e Gregorio illustri emigrati”, ponte ideale tra passato e presente, tra storie di partenze e desideri di ritorni.
Moderato da Clemente Angotti, l’incontro è stato aperto dai saluti del sindaco Tarantino, che ha sottolineato la sinergia tra istituzioni e associazioni locali, e dall’intervento del presidente Parrottino, che ha illustrato il progetto e ribadito l’importanza del lavoro di squadra per offrire opportunità ai giovani ed evitare nuove migrazioni forzate.
Le relazioni hanno visto protagoniste due giovani studiose. Francesca Pristerà ha ripercorso la vicenda personale e artistica dei fratelli Preti, esempi di “mobilità culturale” nel Seicento: artisti partiti dalla Calabria per affermarsi nei grandi centri italiani ed europei, ma sempre legati alla propria terra, come testimoniano le numerose opere donate a Taverna. Carmen Puleo ha invece posto l’accento sul significato profondo dell’emigrazione: identità, appartenenza e legami che, dall’Ottocento a oggi, continuano a caratterizzare la storia calabrese, tra sacrifici, speranze e resilienza. Ha inoltre evidenziato la necessità di creare le condizioni per rendere la partenza una scelta libera e non una necessità.
Al termine delle relazioni, diversi ospiti hanno preso la parola. Il vicesindaco di Taverna, Vladi Vavalà, ha ringraziato gli organizzatori della Festa dell’Emigrante per il rafforzamento dei legami con i tavernesi all’estero. Salvatore Veraldi, vicepresidente dell’Associazione Mediterranea Magna Grecia – Monza Brianza, ha sottolineato il forte apprezzamento degli emigrati tavernesi residenti in Lombardia. L’Ass.re ala Cultura Clementina Amelio ha sottolineato la bonta dell’iniziativa e si è complimentata con le relatrici. Lo scrittore Umberto Madia ha offerto un contributo di dati e riflessioni, mentre Salvatore Munizza ha condiviso la propria esperienza di emigrazione per studio e di ritorno, oggi tradotta in opportunità di lavoro per i giovani calabresi.
Il parroco Don Antonio Ranieri ha concluso con parole intense: “Bentornati è segno che Taverna rimane la vostra casa. Qui tutto parla della vostra storia. I fratelli Preti ci ricordano che l’emigrazione può essere anche un’occasione di crescita, ma il legame con le radici resta imprescindibile. A voi emigrati diciamo grazie per il vostro ritorno: Taverna vi aspetta, abbiamo bisogno della vostra presenza”.
La giornata si è chiusa con la presentazione del progetto multimediale “Visit Taverna”, prodotto dall’Associazione Valle dell’Alli e sostenuto dal GAL. Lo strumento digitale, insieme a una campagna promozionale affidata a un influencer, valorizzerà Taverna come “Città d’Arte, Cultura, Natura e Tradizioni”, rafforzando l’immagine del borgo a livello nazionale e internazionale.

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